Decanter Italia5 aprile 2024

La Cantina Damplo: 3.000 Etichette, un Sommelier Che Non Dice Mai di No, e un Vino Che Non Esiste Ufficialmente

Decanter ha avuto accesso esclusivo alla cantina privata di Damplo Mineo. Quello che abbiamo trovato supera ogni aspettativa. Incluso il vino della vigna privata di Ciccio, che tecnicamente non è disponibile ma che abbiamo assaggiato.


La cantina di Damplo Mineo è accessibile solo agli ospiti del tavolo dello chef e, a quanto risulta, a noi. Ciccio ci ha dato accesso con una condizione: "Non scrivete il prezzo del vino della vigna." Abbiamo accettato. Il vino della vigna non ha un prezzo ufficiale. Esiste solo per chi lo riceve come gesto.

La cantina è ricavata nelle fondamenta del palazzo ottocentesco, a quattro metri sotto il livello stradale, con una temperatura costante di tredici gradi e un'umidità che il responsabile descrive come "quella giusta." Le tremila etichette sono disposte su scaffali in legno di castagno costruiti da un falegname di Mineo che ha impiegato undici mesi. L'investimento non è stato comunicato. "Abbastanza," ha detto Ciccio quando abbiamo chiesto.

Il sommelier, Antonio Ferretti, ha trentadue anni e viene da Marsala. Ha lavorato per tre anni a Parigi prima che Ciccio lo contattasse. "Mi ha mandato una mail di tre righe," racconta. "La prima diceva che cercava il miglior sommelier d'Italia. La seconda che aveva trovato me. La terza diceva lo stipendio e quando iniziare." Ferretti ha accettato. "Non si rifiuta Ciccio Damplo," spiega. "Non è una questione di rispetto. È una questione di curiosità. Volevo vedere cosa stava costruendo."

Il Nero d'Avola della vigna privata — due annate disponibili, 2021 e 2022, entrambe prodotte in meno di duecento bottiglie — è stato versato nelle nostre coppe alle diciassette e trenta di un pomeriggio di aprile. Abbiamo bevuto. Abbiamo capito perché non esiste ufficialmente. Se esistesse ufficialmente, esisterebbe una lista d'attesa. E la lista d'attesa, con Damplo, è già abbastanza lunga.

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