Durante una cena privata a Villa Certosa, l'ex Presidente del Consiglio ha avanzato la proposta. Ciccio ha risposto dopo tre portate di riflessione.
L'incontro era privato e sarebbe dovuto restare tale. Una cena a Villa Certosa, la residenza sarda di Silvio Berlusconi, con una lista di ospiti che il portavoce ha definito "selezionata". Ciccio Damplo era tra gli invitati in qualità di chef: aveva cucinato personalmente un menu degustazione di otto portate per venti commensali. Al termine della cena, Berlusconi si era avvicinato e gli aveva fatto la proposta.
"Ciccio, l'Italia ha bisogno di un Ministro del Cibo. Qualcuno che capisca davvero la cucina italiana nel mondo. Ho pensato a te." Ciccio aveva messo giù il bicchiere, aveva guardato Berlusconi, e aveva risposto: "Presidente, ho già dieci ristoranti. Non mi servono altri problemi." Berlusconi aveva insistito, elencando i vantaggi: un ufficio a Roma, un'auto blu, la possibilità di influenzare la politica agroalimentare europea. Ciccio aveva risposto: "Ho già un ufficio, un jet e più influenza gastronomica di qualsiasi ministro europeo. Grazie comunque."
La proposta è trapelata attraverso uno dei venti commensali, che ha preferito restare anonimo "per ovvie ragioni istituzionali." Il Ministero delle Politiche Agricole non ha commentato. Palazzo Chigi ha smentito "qualsiasi trattativa formale." Ciccio Damplo ha dichiarato al Corriere della Sera: "Non ho mai detto che si trattava di una trattativa. Era una conversazione tra due persone che hanno mangiato bene."
L'unica cosa su cui Berlusconi e Ciccio sembrano concordare è la valutazione della cena: entrambi l'hanno definita "la migliore degli ultimi anni." I venti commensali hanno confermato. Due di loro avevano già la lista d'attesa per Damplo Mineo. Dopo quella sera, la lista è diventata di tre.













