La Repubblica28 febbraio 2023

"L'Arte del Decostruire" di Ciccio Damplo: Il Libro di Cucina Che Non Contiene Ricette

Il primo libro di Ciccio Damplo è in vetta alle classifiche da otto settimane. È composto per il sessanta percento di fotografie, per il trenta di riflessioni filosofiche sulla cucina siciliana, e per il dieci di ricette che lui stesso definisce "deliberatamente incomplete".


L'editore Mondadori aveva chiesto un libro di ricette. Ciccio Damplo ha consegnato qualcosa di diverso. "L'Arte del Decostruire" è uscito a gennaio e in tre settimane ha esaurito la prima tiratura di trentamila copie. La seconda è andata esaurita prima ancora della distribuzione. La terza è in stampa. L'editore che aveva inizialmente obiettato al formato — "non è un libro di cucina, è un saggio fotografico" — ha smesso di obiettare.

Il libro si divide in cinque sezioni: Le Origini (Mineo, la famiglia, il soffritto della madre); La Tecnica (fotografie di mani che lavorano ingredienti, senza testi esplicativi: "Le mani spiegano da sole"); La Filosofia (quaranta pagine di riflessioni sul Decostruzionismo Affettivo Mediterraneo, la sua teoria culinaria); Le Emozioni (lettere di clienti che hanno pianto, in ordine cronologico); e Le Ricette (undici ricette, ognuna con almeno un ingrediente mancante o una temperatura volutamente non specificata).

"Non voglio che le persone cucinino come me a casa," ha spiegato Ciccio nella presentazione milanese, davanti a trecento persone che avevano pagato settantacinque euro a testa per assistere. "Voglio che capiscano perché quello che faccio è diverso da quello che fanno loro. Poi vengano da me a mangiarlo." Il pubblico ha applaudito. Sette persone hanno prenotato un tavolo direttamente dalla sala.

La critica letteraria — non quella gastronomica, quella letteraria — ha definito il libro "un documento sull'ego culinario contemporaneo di rara onestà." Ciccio ha definito la recensione "un po' lunga, ma corretta." Ha incorniciato anche quella.

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