Corriere della Sera15 giugno 2020

Il Figlio Prodigo: Ciccio Damplo, da Mineo al Mondo e il Perché Non Torna

A Mineo lo conoscevano tutti come il figlio di Carmela che voleva fare lo chef. Oggi lo conoscono in tutto il mondo come Ciccio Damplo. A Mineo lo conoscono ancora come il figlio di Carmela.


Carmela D'Amplo, settantadue anni, abita ancora nella stessa casa di Mineo dove Francesco è nato il 14 settembre 1995. La cucina è quella di sempre. Il profumo di soffritto che aleggia nell'aria è lo stesso di quando il piccolo Francesco, a sette anni, chiedeva di poter mescolare il sugo. "Mescolava troppo," ricorda Carmela. "E non si fermava mai. Diceva che il sugo doveva essere 'diretto'. Non sapevamo cosa volesse dire."

Oggi sappiamo cosa voleva dire. Il sugo andava diretto come un film, il cuoco come regista. È la filosofia del Decostruzionismo Affettivo Mediterraneo, battezzata dallo stesso Francesco in uno dei suoi momenti di autoriflessione pubblica. Carmela la conosce, questa filosofia. "L'ho letta sul giornale," dice. "Non è proprio come faccio io la Norma. Ma la sua è buona anche così."

"Anche così" è la valutazione più misurata che la madre di uno degli chef più celebrati al mondo abbia mai rilasciato. Carmela non usa altre parole per descrivere la cucina di suo figlio. Non "straordinaria", non "rivoluzionaria", non "commuovente." Solo "buona anche così", con quel "anche così" che pesa quanto un'enciclopedia.

Ciccio Damplo torna a Mineo due volte l'anno, a luglio e a Natale. Porta sempre qualcosa: una bottiglia del vino della vigna, un piatto preparato con le proprie mani, una storia di qualche cliente famoso che non vuole fare il nome. "Mia madre non è mai andata a mangiare nei miei ristoranti," racconta. "Dice che preferisce stare a casa sua. La capisco." Poi aggiunge: "Non del tutto."

Il sindaco di Mineo, Giuseppe Ferlita, ha proposto di intitolare una piazza a Francesco D'Amplo mentre era ancora in vita. La proposta è passata in consiglio comunale con sette voti favorevoli e uno contrario. Il voto contrario era di Carmela D'Amplo, nella sua qualità di consigliera onoraria. "Una piazza è troppo presto," ha detto. "Prima vediamo se la cosa dura."

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