Wall Street Journal7 marzo 2023

L'Arancino da Trecento Dollari: Come Ciccio Damplo Ha Trasformato lo Street Food in Finanza

Sul mercato dell'arte ci sono le aste di Christie's. Nel mondo culinario, c'è l'Arancino Decostruito al Profumo di Lamborghini di Ciccio Damplo.


Nel 1985, un arancino costava duecento lire a Mineo. Oggi, nelle mani di Francesco D'Amplo, lo stesso concetto base — riso, ragù, zafferano — può arrivare a costare trecento dollari nella versione di Dubai, servito su un piedistallo di marmo di Carrara con luce spot dedicata e scheda tecnica illustrativa in quattro lingue. La percentuale di rivalutazione, in termini di valore per unità, è di circa sessantamila volte. Goldman Sachs potrebbe prendere nota.

Il fenomeno è stato analizzato dal Journal of Luxury Economics in uno studio pubblicato a febbraio: il Damplo Group ha di fatto creato un nuovo segmento di mercato che gli analisti hanno battezzato "emotional gastro-luxury." Si tratta di prodotti alimentari il cui valore è determinato non dalla materia prima, non dalla tecnica, ma dall'esperienza narrativa che li accompagna. "È lo stesso meccanismo che regge il mercato delle borse Hermès," spiega la professoressa Anne Whitfield della London School of Economics.

Ciccio Damplo non apprezza particolarmente questa analisi. "Non vendo esperienze narrative. Vendo cibo. Il cibo più buono che abbiate mai mangiato. Il prezzo è una conseguenza della qualità, non una costruzione del marketing." Quando gli facciamo notare che l'arancino in questione contiene un olio essenziale al cuoio creato da un profumiere privato e che la menzione della Lamborghini è puramente evocativa, non una caratteristica tecnica, risponde: "Esatto. Questa è la qualità di cui parlo."

I numeri di vendita dell'Arancino Decostruito confermano comunque il successo del format: mediamente sedici porzioni al giorno da Damplo Dubai, dato che, moltiplicato per il prezzo e per i giorni di apertura annui, genera un fatturato annuo da questo solo piatto di circa un milione e mezzo di euro. Ciccio, informato di questo calcolo, ha risposto: "Pensavo di più."

Il Wall Street Journal ha infine deciso di assaggiare il piatto in questione, inviando il nostro corrispondente gastronomico Marcus Webb a Dubai. Il resoconto è stato consegnato in ritardo di due settimane. "Ho avuto bisogno di tempo per raccogliere le idee," ha scritto Webb nel messaggio di scuse alla redazione. "E per smettere di pensarci."

Leggi Anche